sabato 22 luglio 2017

Licenziamento per aver superato i 25 anni

Chi vuole solo giovani dipendenti è autorizzato a licenziarli al compimento dei 25 anni. Il caso dei baby commessi di Abercrombie & Fitch arriva, così, davanti alla Corte Ue.
La Corte non nega che la licenziabilità del lavoratore intermittente al compimento del venticinquesimo anno introduca una differenza di trattamento fondata sull’età. «Tuttavia - spiegano i giudici Ue - tale differenza di trattamento è giustificata dalla finalità di favorire l’occupazione giovanile. Infatti, i giovani sotto i 25 anni sono normalmente penalizzati sul mercato del lavoro dall’assenza di esperienza professionale. Per controbilanciare tale situazione, il contratto intermittente riservato agli infraventicinquenni consente agli stessi non tanto di ottenere un lavoro stabile quanto piuttosto di avere una prima esperienza lavorativa funzionale al successivo accesso al mercato del lavoro».
 Il lavoratore era stato assunto nel 2010 con contratto di lavoro intermittente a tempo determinato, poi convertito a tempo indeterminato il 1 ° gennaio 2012. Il 26 luglio di quell’anno, però, era stato licenziato perché compiva 25 anni.
Altri dettagli su:

Resta ingiustificabile un’assunzione a tempo indeterminato quando si conosceva la prossimità di un licenziamento al compimento dei 25 anni. Cosa deciderà alla fine la Cassazione? Poi quel povero giovane lavoratore che ha osato chiedere chissà come farà a pagare le spese di una si lunga causa?    (???)

venerdì 21 luglio 2017

INPS e BOERI CONTENTI ? Ma si tratta di un furto

“Gli immigrati regolari versano ogni anno 8 miliardi in contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi per le casse dell’Inps”
Egregio Dott. Boeri
Questa iniquità non solo riguarda i migranti ma anche tutti quegli italiani che non raggiungono i 15  anni di versamenti contributivi per accedere alla pensione di vecchiaia INPS. Tutto quello che hanno versato viene considerato inutile e incamerato dall’ente previdenziale.
Un giusto sistema previdenziale contributivo dovrebbe liquidare per quanto è stato versato agli italiani ed anche agli stranieri. I contributi per la pensione non sono IMPOSTE O TASSE;  sono CONTRIBUTI ed è ASSOLUTAMENTE INGIUSTO CHE VENGANO DA UNA PARTE RESI OBBLIGATORI E DALL’ALTRA PARTE INCAMERATI e NULLIFICATI SENZA ALCUNA PRESTAZIONE.
I lavoratori bianchi o neri o gialli vanno trattati con pari dignità; si evidenzia in questo frangente che anche i lavoratori italiani non sono trattati con pari dignità e si discriminano quelli che (per particolare disagio occupazionale) non sono riusciti a mettere da parte contributi per 15 anni.
Due link: sulla dichiarazione di Boeri e sui requisiti per la pensione Minima agli italiani

martedì 18 luglio 2017

Come triplicare la pensione per alcuni sindacalisti

Un paginone di domenica 16 luglio 2017 del Corriere della Sera con un articolo di Gian Antonio Stella è stato dedicato alla magia di triplicare la propria pensione attuata da alcuni dirigenti sindacali.
L’articolo è stato riportato su internet con questo link


All’origine della questione ci sta un ricorso alla Corte dei conti
di un sindacalista (coordinatore della Gilda degli Insegnanti Gennaro Di Meglio) che si era visto negata dall’INPS la liquidazione della pensione  su uno stipendio di 8 mila euro al mese, percepito solo negli ultimi mesi di lavoro.

 La Corte dei conti  ha osservato nella sentenza 491/2016 che al lavoro svolto dal sindacalista Di Meglio mancavano i criteri della fissità e della continuità, stabiliti come necessari per poter conteggiare i versamenti con il criterio retributivo, per cui degli 8 mila euro di retribuzione ne ha calcolati «solo» 5 mila.

“Tutto sommato al sindacalista Di Meglio non è andata male se si considera che come ex docente di scuola elementare avrebbe potuto percepire una pensione al massimo di circa 1700 euro. E se si considera che la Gilda degli insegnanti è stata sempre paladina di lotte contro i privilegi sindacali.” (nota in corsivo di Francesco Zaffuto)

Ma considerato quanto avevano ottenuto altri sindacalisti (tipo Cisl) il trattamento riservato al coordinatore della Gilda Gennaro Di Meglio era penalizzante e veniva visto dall’INPS come un’ottima Sentenza da fare applicare a tutti.
Verdetto alla mano, l’Inps va a controllare un campione di 119 pensioni decorrenti dal 1997 al 2016. Salta fuori che, contando i contributi aggiuntivi nella «quota A» invece che nella «quota B», c’è chi ha avuto un incremento del 18,9% (il minimo), chi del 37,5%, chi del 55,5%, chi del 62,5% fino al record. Con i criteri della Corte dei Conti il «soggetto 18» della Cisl (il sindacato di Raffaele Bonanni, i cui ultimi stipendi sollevarono un putiferio) dovrebbe prendere, come dicevamo, 39.282 euro ma ne prende 114.275. Il 190,9% in più. Il triplo.  (Dall’articolo di Gian Antonio Stella)

Ma considerato che
queste pensioni sono ormai definitive e non c’è modo di tagliarle ma incombono i vitalizi di altri 1.400 sindacalisti che potrebbero essere rivisti alla luce della sentenza dei magistrati contabili, l’Istituto di previdenza chiede al ministero del Lavoro: come ci dobbiamo regolare? Per quattro mesi: silenzio. Finché, pensa e ripensa, arriva la risposta. «In conclusione sembra di poter dire che anche gli emolumenti sindacali erogati con carattere di fissità e continuità — da individuare in termini generali in via preventiva — vanno valorizzati ai fini del computo nella quota A». «Ferma restando la necessità», continua il ministero di Giuliano Poletti per aggiustare un po’ il tiro, «di evitare gli abusi del diritto che si possono realizzare attraverso incrementi anomali delle retribuzioni dei rappresentanti sindacali a ridosso del collocamento in quiescenza al solo fine di conseguire sproporzionati ed ingiusti vantaggi in termini di prestazione pensionistica». Traduzione: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto. Ma poiché gli spropositati e ingiusti vantaggi ci sono stati davvero, come bontà sua riconosce il ministero, nel futuro occorre cambiare. Nel futuro, si capisce... Non ora. (Dall’Articolo di Gian Antonio Stella)

Quindi il tutto resta al momento come prima.
Ma vediamo un po’ l’origine dei mali.
In base a quale legge i sindacalisti di cui sopra sono stati baciati dalla fortuna?
 Non una sola, ma almeno tre leggi distinte. Tutto comincia con l’introduzione del sistema contributivo (pensione basata solo sui contributi) al posto del retributivo (pensione calcolata sullo stipendio degli ultimi anni) decisa nel 1992, che per ridurre l’impatto consentì di mantenere il vecchio sistema per i contributi versati prima del 31 dicembre di quell’anno. Nel 1995 la legge Dini offrì a tutti la possibilità di rimpolpare la pensione con versamenti ulteriori, e per non dilatare il privilegio già ottenuto dagli «anziani» stabilì che quanto aggiunto finisse nella quota calcolata con il meno vantaggioso contributivo. A queste due leggi se ne aggiunse una terza, quella voluta nel ’96 dall’allora ministro del Lavoro Tiziano Treu, che consentì ai sindacati di incrementare, sempre con versamenti aggiuntivi, le pensioni dei loro dirigenti in aspettativa o in distacco sindacale dalle rispettive aziende.
È qui che si crea il corto circuito, perché le circolari applicative consentono inspiegabilmente di conteggiare questi versamenti aggiuntivi dei sindacati non con il sistema contributivo, come per tutti gli italiani, ma con il retributivo, che per il settore pubblico gode di un trattamento davvero speciale, essendo basato addirittura sull’ultimo giorno di lavoro.
L’effetto, è che basta una retribuzione molto elevata negli ultimi mesi per portare a casa un aumento abnorme della pensione, naturalmente a spese dell’ente previdenziale, ossia degli altri contribuenti.  (Dall’Articolo di Stefano Caviglia su Panorama del gennaio 2017 http://www.panorama.it/economia/lavoro/pensioni-doro-dei-sindacalisti-la-fine-dei-privilegi/  )

MORALE DELLA FAVOLA
“In pratica mentre per tutti i lavoratori si introduceva il penalizzante sistema contributivo il Ministro Tiziano Treu trovava un escamotage per lasciare il sistema retributivo solo agli “amici” dei sindacati.
 Occorre precisare,  nel particolare caso, che la Gilda degli insegnanti dal 1992 al 1996 si batteva contro quella iniquità e contro il privilegio che si ritagliavano i sindacalisti (lo ricordo bene perché all’epoca ero dirigente di quel sindacato). Quindi nessuna responsabilità per quelle leggi inique è attribuibile alla Gilda degli insegnanti.
 Ma una volta che l’iniquità si è stabilita diventa “quasi ovvio” approfittare dell’iniquità ed anche qualche dirigente Gilda ha fatto richiesta dei privilegi sindacali. Infatti in Italia vige un vecchio detto siciliano:
cu avi cummirità e `un si ni servi, 'un c'è cunfissuri chi l'assolvi  (chi ha le comodità e non se ne serve, non troverà confessore disposto ad assolverlo). 
 In ogni caso alla fine voglio precisare, in quanto antico sindacalista, che vivo con la mia pensione di 1.650 euro – per 35 anni di lavoro di insegnante – non sono tanti – me li faccio bastare – e c’è tanta gente in questo paese che sta molto peggio di me.” (Francesco Zaffuto)

Foto – Quadro Vincent Van Gogh – Mangiatori di patate – (ovviamente sono i lavoratori)

Post precedente su questo blog sullo stesso argomento

martedì 4 luglio 2017

Disoccupazione: eccola di nuovo all'11,3%

Il tasso di disoccupazione risale a maggio all'11,3%, in aumento di 0,2 punti percentuali dopo il calo di aprile. A maggio, comunica ancora l'Istat, cresce anche il tasso di disoccupazione giovanile, che sale al 37% con un incremento di 1,8 punti da aprile.

mercoledì 21 giugno 2017

incidenti e lavoro

Il 40% delle 25.671vittime di incidenti stradali in Europa nel 2016 stava percorrendo il tragitto casa-lavoro o stava effettuando spostamenti legati alla propria professione.



venerdì 16 giugno 2017

Necessario e urgente patentino per i trattori

Un adolescente di 17 anni morto schiacciato dal trattore e il Parlamento ha appena rinviato la legge che obbliga chi guida questo mezzo a sottoporsi a un esame per prendere il patentino.

Solo in questi primi 15 giorni di giugno i morti schiacciati dal trattore sono stati 12 e 65 dall'inizio dell'anno 
Prosegui la lettura su …
http://cadutisullavoro.blogspot.it/2017/06/un-adolescente-di-17-anni-morto.html?spref=fb

giovedì 15 giugno 2017

con Mirko sono 300

Con la morte di Mirko Nivazzi morto a Sasso Marconi ieri 13 giugno 2017 arriviamo a contare lo strabiliante numero di 300 morti sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno e oltre 600 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere. La trecentesima vittima del 2016 è stata Carmine Guglielmi ma era il giorno 29 di giugno. abbiamo raggiunto i 300 morti sui LUOGHI DI LAVORO con ben 15 giorni d'anticipo. E la politica sta a guardare

E' morto a soli 29 anni Mirko Nivazzi a Sasso Marconi di Bologna. Il povero giovane è caduto da una scala in un'azienda agricola mentre puliva una mietitrebbia. Ma anche ieri i morti sono stati ben 6 di cui due agricoltori schiacciati dal trattore in provincia di Cuneo. Due autotrasportatori hanno perso la vita in uno scontro tra TIR sull'autostrada A 14 all'altezza di Ravenna. Uno dei due TIR si è incendiato: immaginate la fine orrenda di questi camionisti. Quando entri in autostrada ti vengono i brividi nel vedere questi bisonti che spesso fanno la gara tra di loro incuranti degli automobilisti. Ne muoiono tantissimi sulle strade e spesso coinvolgono anche gli automobilisti. Le vittime sono tutte e due straniere.

mercoledì 14 giugno 2017

Ieri non ho fatto benzina

Andavo spesso a fare il rifornimento di benzina in una stazione di servizio dove c’era l’omino che ti dava una mano e pagavi. Poi l’omino e scomparso, facevo benzina da solo e poi andavo a pagare alla cassiera in uscita. Ieri ho potuto notare che il gabbiotto della cassiera è stato chiuso e che tutto dovevo fare io con banconote o con carta di credito. Ebbene ieri non ho fatto benzina. Mi cercherò oggi una stazione di servizio con l’omino o almeno la cassiera.
?Ma come si può trovare lavoro se si elimina ogni giorno l’uomo dal lavoro?
 E il tutto con la promessa di un miserabile sconto di alcuni centesimi.

?E se lo STATO, quello Stato tanto vituperato che mette le tasse, mettesse una tassa sulle macchine che sostituiscono l’uomo? In qualche modo ci dovrebbero fare un pensierino in più prima di scartare l’uomo. (f.z.)

sabato 10 giugno 2017

Reddito inclusione – Poco e tardi

Primo sì del Consiglio dei ministri al decreto legislativo che introduce in Italia  i cosiddetto Reddito d’Inclusione. Arriva dopo quattro anni di legislatura e di Governi: Letta - Renzi - Gentiloni.
Era la prima cosa da fare per l’urgenza  ed ancora non è decollata
 Ora il provvedimento dovrà acquisire i pareri delle commissioni parlamentari competenti.
480 euro forse dal 2018 e a chi:
La misura appena approvata per la lotta alla povertà nella prima fase si rivolgerà "a 660mila famiglie, di cui 560mila con figli minori", ha spiegato il ministro del Lavoro. Verrà data ai nuclei "con almeno un figlio minorenne o con disabilità anche se maggiorenne, a quelli con una donna in stato di gravidanza o un over50 in disoccupazione".
GLI ALTRI POVERI OVVIAMENTE si dovranno arrangiare.

giovedì 8 giugno 2017

Licenziata per maternità e riassunta per lotta dei colleghi

La lavoratrice rientrata dalla maternità era stata licenziata dopo 15 anni di attività alla Reggiani Macchine di Grassobbio. Lo rende noto la Fiom Cgil:  «moltissimi colleghi venerdì 26 maggio erano scesi in sciopero e in presidio per manifestarle tutta la loro solidarietà».
«Finalmente ho riottenuto un posto di lavoro» ha commentato oggi la lavoratrice. «Per questo vorrei ringraziare tutti coloro che in modi diversi mi hanno fatto ottenere questo risultato: da chi ha preso in carico fin dall’inizio la procedura di licenziamento, ai miei colleghi che, saputa la notizia, hanno scioperato compatti, a chi, venendo a conoscenza in altro modo del licenziamento, mi ha sostenuta».

Foto dal giornale citato

lunedì 5 giugno 2017

5 giugno tre morti sul lavoro

Anche oggi, 5 giugno 2017,  tre lavoratori hanno perso la vita sui luoghi di lavoro. Nella provincia di Trieste, dove Stefano Fiorentino  un operaio di  40 anni ha perso la vita rimanendo travolto da lamiere in una nota ditta del luogo. Non era un lavoratore di retto ma di una ditta appaltatrice.
A Iglesias di Cagliari è rimasto schiacciato dal suo camion un autotrasportatore. Nella provincia di Vibo Valentia è morto cadendo da un albero mentre lo stava tagliando un sessantenne.

sabato 27 maggio 2017

I voucher e l’arte del governo di schiaffeggiare la CGIL

Dopo il ritiro della normativa sui voucher e la conseguente nullificazione del referendum, il minimo che ci si potesse aspettare era un tentativo di confronto con i sindacati per avviare delle scelte normative che introducessero strumenti sul lavoro saltuario in qualche modo concordati. Invece il Governo è andato verso soluzioni senza alcun confronto. A prescindere dalla bontà delle scelte,  il problema del Governo pare che sia quello di schiaffeggiare la CGIL; ed i lavoratori saltuari ultraprecari sono diventati ostaggi inconsapevoli di una battaglia politica che può portare perfino ad una crisi di Governo.


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mercoledì 24 maggio 2017

Laureati italiani pochi, ma il 42% non trova lavoro

Il 26 aprile 2017 Eurostat ha pubblicato i dati sui 30-34enni che hanno una laurea, riferiti al 2016. L’Italia è al penultimo posto, davanti alla Romania: 26,2 laureati su cento giovani, contro un valore medio europeo di 39.
Dal confronto internazionale, emerge che la quota di laureati è indiscutibilmente troppo bassa, benché l’Italia abbia raddoppiato la quota dal 2002, quando nella stessa fascia 30-34 erano il 13,1%.
Nel 2015 il dato dei laureati in Italia è stato di 266.742 di cui il 58% ha conseguito la laurea triennale, il 29% quella magistrale e il 13% la laurea a ciclo unica.
 Le immatricolazioni hanno mostrato deboli segnali di ripresa, dopo anni di calo, ma l’indagine Pisa mostra che solo il 38,3% dei quindicenni italiani pensa di laurearsi, contro una media di 44,2% per i 72 paesi Ocse che partecipano all’indagine.
L’Italia viene penalizzata sia da un tasso di laureati troppo ridotto, sia da una quota di abbandonanti intorno al 13% nella fascia di età 18-24, anche qui agli ultimi posti in Europa.
I tassi di iscrizione all’università immediatamente dopo il diploma sono in linea con i valori europei, ma si laurea la metà degli immatricolati, fra triennale e specialistica. Il Rapporto Anvur del 2016 dice che a sei anni dall’iscrizione il 32,8% delle matricole ha abbandonato, il 14% è ancora iscritto e solo il 53,1% si è laureato, percentuale che cresce di poco con il passare di ulteriori anni. Un iscritto su quattro abbandona entro il terzo anno, il 15% si trasferisce ad un altro corso di laurea tra il primo e il secondo anno: circa un terzo si laurea in corso, anche qui con differenze anche vistose fra corsi e zone territoriali.
 Riguardo all'accesso al mondo del lavoro dei laureati italiani under 35, il cui tasso di occupazione a tre anni dalla discussione della tesi è del 57,7%, lontano anni luce dall'80,7% che si registra in media nell'Ue a 28. Il dato - rilevato da Eurostat con riferimento al 2016 - è in netto miglioramento rispetto al 53,5% del 2015 e al 49,6% del 2014 ma resta comunque il penultimo in Europa, migliore solo di quello greco. In Germania entro tre anni dalla laurea lavora il 92,6% delle persone.
Notizie e dati da

immagine da internet

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lunedì 22 maggio 2017

Bruxelles chiede di rafforzare la contrattazione collettiva

Riunione Eurogruppo.

Rafforzare la contrattazione collettiva perché tenga conto delle situazioni locali, razionalizzare la spesa sociale migliorandone la sua composizione, assicurare politiche attive efficaci del mercato del lavoro e facilitare l'occupazione per il secondo percettore di reddito: è quanto raccomanda la Commissione Ue all'Italia nella sezione dedicata al lavoro. L'Italia deve "con il coinvolgimento delle parti sociali, rafforzare il quadro della contrattazione collettiva per consentire agli accordi collettivi di tenere meglio in considerazione le condizioni locali", scrive Bruxelles.

venerdì 12 maggio 2017

Disoccupazione e la giusta conta

  La Banca centrale europea si è chiesta quale potrebbe essere  la percentuale dei senza lavoro se si togliesse il velo delle consuetudini statistiche. Ed è arrivata alla conclusione che dal 9,5% stimato da Eurostat per l’area euro si arriverebbe al 18%, quasi il doppio.

Lotte per il lavoro in Francia: abbiamo minato la fabbrica

Punti estremi di lotta per il lavoro in Francia 
"Abbiamo minato la fabbrica":
"non avremmo mai voluto arrivare fino a questo, ma non ci danno scelta
  Creuse, nel centro della Francia
 gli operai, rischiano di perdere il lavoro per la chiusura ormai imminente dello stabilimento


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Anche il muletto è un assassino

dall'Osservatorio caduti sul lavoro di Bologna


E' morto a 47 anni schiacciato dal muletto in una ditta di Vignola presso la ditta Garavini dove un 47enne di Savignano è rimasto schiacciato da un muletto.

Quale crescita in Africa

Ma è proprio vero che la crescita economica sia l'antidoto alla disoccupazione?
Nonostante la forte crescita, il tasso di occupazione dei giovani non decolla su quel continente. 
In Africa, la crescita della popolazione spesso supera la crescita economica. Ma la conseguenza è che i giovani devono affrontare una disoccupazione di massa. La Fondazione Mo Ibrahim ha pubblicato un rapporto; "2017 Africa at a Tipping Point - L'Africa a un punto critico", in cui si mette in evidenza questo problema sociale che colpisce l'Africa. 
"Dopo aver osservato la situazione in 51 paesi, la Fondazione Mo Ibrahim osserva che nonostante la crescita economica, la disoccupazione rimane a un livello elevato.

Italia: crescita debole, ma va forte per le armi

La relazione annuale presentata al Parlamento dal Ministero degli Esteri, rivela che l’export nel mondo di armamenti prodotti dall’Italia è praticamente quasi raddoppiato in solo anno.
Infatti secondo la relazione, le esportazioni italiane di armamenti nel 2016 hanno raggiunto 14,6 miliardi di euro, con un aumento dell'85,7% rispetto ai 7,9 miliardi del 2015.

mercoledì 10 maggio 2017

una capretta per vivere di lavoro

Dall’Etiopia al Trentino, senza mezzi, poi ricordi che al tuo paese una capra sopravvive con pochi sterpi, e chiedi aiuto a quell’animale …
Una storia esemplare di una ragazza etiope che in Trentino ha creato il un lavoro per sopravvivere e vivere … ecco il link


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martedì 9 maggio 2017

accaduto a Milano

Si è suicidato appendendosi con un cappio a un pilone verso i binari della ferrovia, davanti ai passanti, in via Ferrante Aporti.
 Le indagini dei carabinieri di Porta Monforte hanno portato a identificare il cadavere nel corpo di un 31enne cittadino del Mali. Decisivo è stato il rilievo delle impronte digitali. L'uomo si trovava in Italia da almeno un anno e mezzo. Aveva un regolare permesso di soggiorno per protezione internazionale, già concesso e in corso di rinnovo a Modena.
Forse senza un lavoro e senza affetti vicini


Sempre a Milano qualche giorno prima
il blitz alla Stazione centrale sui migranti
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sabato 6 maggio 2017

Se 6 giovani ci provano …

Se 6 giovani ci provano a mettere insieme le loro competenze professionali nel campo del riciclo dei rifiuti urbani può succedere
quello che è accaduto: produrre un ottimo fertilizzante dai rifiuti delle fogne urbane. Non è accaduto in Italia, anche se i 6 giovani sono italiani. La loro pagina facebook ci dà qualche dettaglio in più sulla loro impresa:
Potrebbe succedere anche in Italia,
basta che il Comune di una città italiana dia fiducia
a un 6 giovani così, e quella che si chiama fogna può produrre ricchezza e LAVORO.


martedì 2 maggio 2017

DISOCCUPAZIONE: INCHIODATI AL PALO DEL 11,7%, ma ottimisti

Il tasso di disoccupazione a marzo risale all'11,7% con un aumento di 0,1 punti rispetto a febbraio e di 0,2 punti rispetto a marzo 2016.

lunedì 1 maggio 2017

1° Maggio 2017 - coniugare due necessità

1° Maggio 2017
occorre coniugare due grandi necessità:
un reddito di base per affrontare la disoccupazione
e
lavorare meno per lavorare tutti

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venerdì 28 aprile 2017

Cantare vittoria su voucher ed altro…

Con l'ok definitivo del Senato, e dopo il via libera della Camera il 6 aprile scorso,  l'abolizione dei voucher e la reintroduzione della responsabilità solidale negli appalti diventano legge. Di conseguenza il referendum Cgil si prepara ad essere definitivamente depennato.
 La CGIL canta vittoria, ma è opportuno almeno fare un riepilogo, per vedere se è stata una grande vittoria o una vittoria molto modesta.

mercoledì 26 aprile 2017

Nazionalizzare Alitalia non è il demonio

Era prevedibile che un Referendum che chiedeva ai lavoratori di licenziare un mille persone e la riduzione dello stipendio potesse avere come risultato un NO.
Nonostante ciò l’amministrazione Alitalia e il Governo hanno rivolto lo stesso la domanda ai lavoratori,  come se i lavoratori fossero degli amministratori e potessero decidere sul loro destino.
Ora gli Amministratori forti di questo NO dicono che Alitalia sarà commissariata.

martedì 25 aprile 2017

domenica 23 aprile 2017

Persa la terra del pane e del lavoro

Negli ultimi 25 anni l'Italia ha perso oltre un quarto della terra coltivata (-28%). E' quanto stima Coldiretti in occasione della Giornata della Terra
  Lungo la nostra penisola sul banco degli imputati, secondo la Coldiretti, "cementificazione e abbandono dei terreni provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia ad appena 12,8 milioni di ettari. Il risultato è che sono saliti a 7.145 i comuni italiani, ovvero l'88,3%, che sono a rischio frane e/o alluvioni, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l'Italia - è l'appello Coldiretti - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile". 

Politica ed istituzioni debbono comprendere che un terreno riservato all’agricoltura dà pane e lavoro nel tempo, si potrebbe dire in eterno;  mentre il terreno riservato alle speculazioni edilizie non dà pane e dà lavoro solo per un periodo di tempo limitato alla edificazione.
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giovedì 20 aprile 2017

L’uso eccessivo del cellulare può invalidare

La giustizia italiana riconosce la piena plausibilità dell’effetto oncogeno delle onde elettromagnetiche
L’utilizzo prolungato e continuativo del cellulare, usato senza auricolari né vivavoce, è stato riconosciuto come possibile causa dell’insorgenza di un tumore.

mercoledì 19 aprile 2017

Saranno tanti gli esclusi dal reddito d’inclusione

Nei decreti attuativi del ddl, che secondo il premier Paolo Gentiloni “saranno approvati entro fine mese”, sarà dunque previsto che per individuare gli aventi diritto al sostegno si consideri non solo l’Isee complessivo del nucleo famigliare ma anche l’indicatore della situazione reddituale (Isr): non dovrà superare i 3.000 euro al netto dell’eventuale affitto pagato. Andranno poi individuati meccanismi “per evitare che si crei un disincentivo economico alla ricerca di occupazione”: i beneficiari dunque continueranno a ricevere la card per alcuni mesi anche se trovano un lavoro che li porta oltre la soglia massima di reddito prevista per ottenerla.